La robotica educativa è stata introdotta per innovare la didattica perché la robotica è una scienza emergente, nata dalla fusione di molte discipline tradizionali  ; una scienza che fa interagire  la cultura  umanistica e quella tecnologica spesso contrapposte alla cultura più tradizionale.  La robotica educativa è funzionale non solo a costruire e ad usare i robot  ma, soprattutto,  a sviluppare   in modo integrato  capacità e competenze  che riguardano sia le  discipline di base  – come per  es. matematica, fisica, disegno tecnico, prima e seconda lingua –  che le più nuove tecnologie della comunicazione con l’obiettivo di crescere cittadini e cittadine che, più che “diventarne schiavi /schiave” – come spesso accade con il cellulare ed il computer –  sono capaci di usarle nel modo più funzionale e più creativo possibile. La robotica educativa sollecita le più efficaci forme di apprendimento perché consente di apprendere per scoperta, di  esplorare il problem solving e di sviluppare la capacità creativa di trovare soluzioni originali, di riconoscere il ruolo positivo dell’errore  come  qualcosa non da nascondere ma su cui riflettere e da cui nascono idee per le migliori soluzioni dei problemi. La robotica educativa si realizza con attività di laboratorio, sollecitando quindi il lavoro di gruppo e quindi aumenta  il coinvolgimento, la motivazione individuale e quella ad interagire e collaborare con gli altri e le altre nel gruppo.